3TS in Critical tech Roma ter

June 4th 2022 10am

This invitation to do a 3TSsession came from @lula who happily engaged us to do an intervention in the critical tech program of the gender issues course she is proposing at Roma TER.

For the occasion @lula engaged in the translation of ·TS game in Italian and @how did the integration resulting in an Italian version of the card deck underprint today, and an Italian version of the online interface that we will use for the workshop:
https://play.3ts.lesoiseaux.io.

Where:
Où-Where: Roma TER università degli studi
Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo

For this occasion we will congregate online using the amazing meetcopp Big Blue Button implementation:

Shared notes:
19452491e88e320a40d59d9b9288b3a984e603d7(1).txt (7.0 KB)

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Domanda

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Una amica non usa a social media

Amicizia nata in un progetto di volontariato.

Perché ? scandalo delle miniere di cobalto, ricerche su come vengono prodotti i dispositivi tecnologici

Prediligere dispositivi ricondizionati e usati a quelli nuovi per limitare gli scarti

La importancia de la emoticon come punto di partenza per …

Tattica

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Ci sono codici sviluppati “a porte chiuse”, proprietari, codici sviluppati in maniera aperta, collaborativa. I movimenti del software libero sostengono uno sviluppo cooperativo e trasparente, anche se questo storicamente non è stato un percorso facile.

Come funzionano le infrastrutture collettive? Abbiamo perso contatto con le infrastrutture software con cui pure abbiamo interazioni quotidiane. Che punti di riferimento ci sono intorno a voi per discutere di tecnologie, informarsi?

Non saprei dove/da chi andare. Utilizzo molte applicazioni, sempre le stesse, non c’è attenzione al tipo di tecnologie utilizzate nei vari ambienti in cui sono immersa

Ho molti amici che hanno studiato informatica ma fatico a trovare persone che hanno visioni critiche sulla tecnologia. Si usano sempre gli stessi programmi senza pensare a cosa c’è dietro, a questioni di sicurezza… neanche in università si sviluppa questo tipo di percorso critico, oppure in chi ne sa di più: non è un problema solo di competenze ma una questione di approccio

Nei movimenti c’è molta critica agli strumenti informatici come “strumenti del padrone” però non c’è mai un approfondimento tecnico. La questione è speculativa

Ho sempre dato per scontato l’utilizzo di Windows. Grazie a una nuova persona ho conosciuto Linux/Ubuntu ma senza di lei avrei avuto molte difficoltà. C’è bisogno di luoghi e persone di riferimento.

Mi rendo conto della portata politica dell’utilizzo di Scihub, oltre la funzione pragmatica della fruibilità, per la democratizzazione della conoscenza. Forse è ancora un discorso di nicchia

https://sci-hub.st

Dobbiamo riflettere sul significato di Scihub nella lotta per l’accesso alla conoscenza. Elbakyan si assume rischi per permettere l’avanzamento della ricerca a persone da tutto il mondo, contro gli interessi economici di Elsevier e compagnucci

Pensare i social media come pratiche collettive, quali modi abbiamo di comunicare e vederci con le nostre amicizie?

Alla fine degli anni '90, i miei amici si lamentavano che non avevo un telefono, così ho preso un telefono. Poi si sono lamentati perché non rispondevo al telefono. Poi ho perso il telefono e hanno smesso di lamentarsi. Potevamo ancora incontrarci come abbiamo sempre fatto. La tecnologia porta con sé aspettative che influenzano il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Forse non usare i social media è una tattica collettiva interessante da esplorare…

Domanda

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Enorme. Per lavoro mi occupo di consulenze e ho bisogno di mezzi elettronici

Lavoro nelle pari opportunità e mi servo enormemente dei social soprattutto per diffondere notizie e anche stimolare interazione

Con Non una di meno abbiamo cominciato a ragionare sul rapporto coi mezzi elettronici. Abbiamo pubblicato un vademecum, una guida per l’informazione e l’orientamento per l’assistenza a persone vittime di violenza per restituire tutte le ricerche degli ultimi anni

Chi non è raggiunt* dal mezzo digitale? Quali sono le differenze rispetto a quando non c’erano questi mezzi?

Da avvocata giuslavorista stiamo cercando di migliorare l’accessibilità agli strumenti informatici. Il telefono sembra essere la soluzione temporanea a questa problematica, poi c’è la questione dell’accesso a Internet e i costi associati alla diffusione di questi mezzi

Non lavoro molto con Internet ma ho esperienza nell’assistenza a una persona anziana, assistenza che sempre più spesso richiede utilizzo di mezzi elettronici, producendo esclusione

Sui social si riesce a raggiungere solo una parte delle persone che vorremmo e bisogna combinare diversi mezzi, anche non digitali.

Necessità di non abbandonare strumenti meno “avanzati”: non bisogna dare per scontate cose come la connettività. Si tratta di un discorso politico sugli elementi coinvolti nella comunicazione e sull’accessibilità

Tattica

3ts-card-game-T03

Ripensare la comunicazione non come informazione che viaggia da A a B ma come organizzazione, cercando altre modalità comunicative.

“Comunicazione collettiva” ? Non saprei che esempio concreto dare

Comunicazione non violenta ? In ogni contesto andrebbero individuati i limiti quantitativi che permetterebbero l’ascolto e lo scambio più efficaci. La questione è numerica

Come si legano specifiche modalità comunicative a specifiche modalità organizzative? Pensiamo alle tecnologie che utilizziamo

Utilizziamo app per comunicare iniziative politiche e di attivismo. Questo ha permesso di continuare percorsi quando ritrovarsi in presenza era impossibile, durante la pandemia

Abbiamo sempre percezione di una comunicazione individuale invece che collettiva. Ho esperienza di comunicazione via Twitch per esempio, dove c’è sempre una persona che modera la conversazione

Con la Didattica A Distanza anche l’ambiente scolastico utilizza sempre di più social come Whatsapp per la condivisione di informazioni, eventi, pagelle…

Problema immaginativo: come contrastare la comunicazioni uno-molti? Che tipo di interfaccia si potrebbe immaginare?

Ci sono molti gruppi invisibilizzati che si occupano di tecnologie alternative. Il gruppo Ippolita è un esempio italiano, così come Autistici/Inventati. Dagli anni Novanta, Autistici ha sviluppato pratiche di autogestione tecnologica all’avanguardia

Necessità di un ambiente protetto, sicuro per esprimere le proprie opinioni su un argomento

Non una di meno ha deciso di aprire un noblogs (2021) per diffondere comunicati stampa e sfuggire alle distorsioni della stampa mainstream (la quale impone il maschile sovraesteso, ad esempio). Buoni propositi: cambiare la mail @google con @canaglie

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